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Un esempio di questa tipologia si trova ancora in un rascard di Frantzè datato 1724 (foto a lato).
Durante il periodo compreso tra l'VIII e il XVI secolo un clima più caldo consentiva la coltivazione di segale e orzo anche a questa quota. Villaggi come Cuneaz, Mascognaz, Resy vennero costruiti su una rete di percorsi che mantenevano aperti i collegamenti tra il Vallese e Ayas (l'antica Kramerthal: valle dei mercanti) e la pianura Padana. Intorno al 1250 i Walser, popolo di origine tedesca, colonizzarono la zona più alta della valle che ancora adesso viene detta "Canton des Allemans". Le case dei loro insediamenti hanno caratteristiche molto particolari che riflettono le loro funzioni originarie e la cultura che le produsse.
I rascard, in lingua franco-provenzale, o stadel, in tedesco, sono edifici progettati per fungere da abitazione, da riparo per il bestiame e da ricovero per le granaglie. Il piano terra è in pietra; ospitava la stalla e spesso la cucina. La parte abitativa era al primo piano, costruito un tempo in legno, in un secondo tempo anch'esso in pietra. I piani sovrastanti, fatti di tronchi sovrapposti, erano riservati al granaio e venivano separati dalla struttura sottostante dai caratteristici "funghi" che servivano a impedire l'accesso ai topi, ma anche per evitare che l'umidità salisse dal terreno per capillarità.


Alcuni anni fa ho iniziato a realizzare quadri che rappresentano scorci di antichi villaggi, riprodotti così come dovevano presentarsi ai tempi in cui vennero costruiti. La sfida che mi proponevo era trovare tecniche che mi permettessero di "dipingere" usando gli stessi materiali che erano impiegati negli edifici: pietra e legno. Dare volume e prospettiva a una "pittura" realizzata applicando materiali su una base di legno non è facile. Al gioco delle ombre proprio di una tecnica pittorica ho integrato la ricerca di un delicato equilibrio tra piani diversi, ottenuti intagliando la base, per le parti più incassate della costruzione (ad esempio le aperture di finestre e porte), e applicando sopra i pezzi che venivano a costituire gli elementi più esterni (le strutture aggettanti). Ogni pezzo in legno è modellato semplicemente con il coltello e trattato con impregnanti del colore voluto. Per i tetti uso piccole scaglie di talcoscisto, di tanto in tanto alternate ad altre scagliette di rocce diverse. La muratura è fatta applicando alla base uno o più strati di sabbia molto fine e colorata con pitture acriliche.

L'uso della pietra appartiene alla cultura franco-provenzale, propria degli edifici costruiti negli insediamenti della bassa valle. Intorno al XV secolo le due tipologie iniziarono a sovrapporsi creando abitazioni che avevano tutti i piani inferiori in pietra. Elementi anche abbastanza raffinati di intaglio decoravano talvolta le cornici delle finestre o gli architravi delle porte. Della tradizione walser rimaneva invece la divisione netta della parte superiore, destinata a conservare granaglie e fieno.
Nel quadro riprodotto nell'altra immagine ho tentato di ricostruire lo stesso rascard così come doveva apparire prima dell'ampliarsi del borgo in tempi recenti.

La valle d'Ayas è ancora oggi famosa per la produzione dei "sabots", zoccoli di pino cembro adoperati dagli abitanti come usuali calzature nei tempi passati. Per abbellire i comuni oggetti di casa una tecnica molto usata era l'incisione del legno a punta di coltello . I caratteristici "rosoni" valdostani ancora oggi decorano gli oggetti proposti dagli artigiani nelle fiere e nei mercatini della valle, anche se ormai sono molto pochi i lavori fatti completamente a mano.



Con la tecnica della incisione a punta di coltello. ho fatto mensole, taglieri, fermalibri e il panchetto qui fotografato.
Luigi De Matteis "case contadine in Valle d'Aosta" ed.Priuli e Verlucca
S.Favre e D. Vicquery "La terra degli Challant" ed. Musumeci