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sui miei passi...

di pietra e di legno

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La doppia denominazione data a queste case riflette le loro origini. I Walser, giunti dal Vallese, si insediarono in zone che erano nella parte più alta della valle e quindi poco produttive. Ottimi carpentieri, si affermarono proprio grazie alla loro abilità nell'arte di lavorare il legno. Le loro case (Stadel) avevano una tipologia molto particolare.
La struttura portante era fatta con tronchi sovrapposti che si univano ad incastro nei punti di incontro tra due lati (blockbau).
Le caratteristiche intelaiature in legno, poste a delimitare i balconi dei piani superiori, servivano per mettere ad asciugare il fieno.

Un esempio di questa tipologia si trova ancora in un rascard di Frantzè datato 1724 (foto a lato).

Il Crest (1930 metri) - foto sopra - è uno dei più elevati insediamenti della Valle d'Aosta ancora oggi abitati durante tutto l'anno. In Valle d'Ayas esistono molti villaggi situati i nei punti pianeggianti e soleggiati allo sbocco delle valli laterali a una quota di poco inferiore ai 2000 metri. Piccoli agglomerati di case e forno, fontana, latteria di uso collettivo: erano chiamati hameaux. Le loro origini risalgono a molti secoli fa.

Durante il periodo compreso tra l'VIII e il XVI secolo un clima più caldo consentiva la coltivazione di segale e orzo anche a questa quota. Villaggi come Cuneaz, Mascognaz, Resy vennero costruiti su una rete di percorsi che mantenevano aperti i collegamenti tra il Vallese e Ayas (l'antica Kramerthal: valle dei mercanti) e la pianura Padana. Intorno al 1250 i Walser, popolo di origine tedesca, colonizzarono la zona più alta della valle che ancora adesso viene detta "Canton des Allemans". Le case dei loro insediamenti hanno caratteristiche molto particolari che riflettono le loro funzioni originarie e la cultura che le produsse.

I rascard, in lingua franco-provenzale, o stadel, in tedesco, sono edifici progettati per fungere da abitazione, da riparo per il bestiame e da ricovero per le granaglie. Il piano terra è in pietra; ospitava la stalla e spesso la cucina. La parte abitativa era al primo piano, costruito un tempo in legno, in un secondo tempo anch'esso in pietra. I piani sovrastanti, fatti di tronchi sovrapposti, erano riservati al granaio e venivano separati dalla struttura sottostante dai caratteristici "funghi" che servivano a impedire l'accesso ai topi, ma anche per evitare che l'umidità salisse dal terreno per capillarità.

nevicata a Pilaz
Mascognaz - sera d'inverno
Il fascino di queste costruzioni rimane intatto nel tempo. Ancora oggi numerose in valle d'Ayas, colpiscono per la complessità delle soluzioni strutturali adottate, usando materiali e tecniche costruttive semplici, ma perfettamente adeguate alle funzioni delle singole parti.

Alcuni anni fa ho iniziato a realizzare quadri che rappresentano scorci di antichi villaggi, riprodotti così come dovevano presentarsi ai tempi in cui vennero costruiti. La sfida che mi proponevo era trovare tecniche che mi permettessero di "dipingere" usando gli stessi materiali che erano impiegati negli edifici: pietra e legno. Dare volume e prospettiva a una "pittura" realizzata applicando materiali su una base di legno non è facile. Al gioco delle ombre proprio di una tecnica pittorica ho integrato la ricerca di un delicato equilibrio tra piani diversi, ottenuti intagliando la base, per le parti più incassate della costruzione (ad esempio le aperture di finestre e porte), e applicando sopra i pezzi che venivano a costituire gli elementi più esterni (le strutture aggettanti). Ogni pezzo in legno è modellato semplicemente con il coltello e trattato con impregnanti del colore voluto. Per i tetti uso piccole scaglie di talcoscisto, di tanto in tanto alternate ad altre scagliette di rocce diverse. La muratura è fatta applicando alla base uno o più strati di sabbia molto fine e colorata con pitture acriliche.

L'uso della pietra appartiene alla cultura franco-provenzale, propria degli edifici costruiti negli insediamenti della bassa valle. Intorno al XV secolo le due tipologie iniziarono a sovrapporsi creando abitazioni che avevano tutti i piani inferiori in pietra. Elementi anche abbastanza raffinati di intaglio decoravano talvolta le cornici delle finestre o gli architravi delle porte. Della tradizione walser rimaneva invece la divisione netta della parte superiore, destinata a conservare granaglie e fieno.

Nella fotografia a lato il risultato ottenuto riproducendo gli stessi rascards di Frantzè (vedi sopra) visti da valle.
Un esempio molto rappresentativo dell'integrazione tra le due culture si può vedere in un rascard costruito lungo il fiume a Blanchard. Il lato est poggia su due colonne rotonde in pietra (vedi foto a lato).

Nel quadro riprodotto nell'altra immagine ho tentato di ricostruire lo stesso rascard così come doveva apparire prima dell'ampliarsi del borgo in tempi recenti.

Se durante i mesi estivi i valligiani impiegavano molte ore nel lavoro dei campi e ad accudire al bestiame, le giornate invernali erano spesso dedicate a lavorare il legno.

La valle d'Ayas è ancora oggi famosa per la produzione dei "sabots", zoccoli di pino cembro adoperati dagli abitanti come usuali calzature nei tempi passati. Per abbellire i comuni oggetti di casa una tecnica molto usata era l'incisione del legno a punta di coltello . I caratteristici "rosoni" valdostani ancora oggi decorano gli oggetti proposti dagli artigiani nelle fiere e nei mercatini della valle, anche se ormai sono molto pochi i lavori fatti completamente a mano.

Durante le tante estati passate a Champoluc ho provato a intagliare il legno: un modo per passare il tempo nelle giornate di pioggia.

Con la tecnica della incisione a punta di coltello. ho fatto mensole, taglieri, fermalibri e il panchetto qui fotografato.

Bibliografia

Luigi De Matteis "case contadine in Valle d'Aosta" ed.Priuli e Verlucca
S.Favre e D. Vicquery "La terra degli Challant" ed. Musumeci